Raccolta differenziata ortonese
Scritto il 01/07/2009 da Antonio Imperi in Ambiente
Prima di parlare della raccolta differenziata ad Ortona, chiariamo alcuni punti importanti sul perchè differenziare.
Per produrre una tonnellata di carta occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua, 7.600 kWh di energia elettrica. Per produrre una tonnellata di carta riciclata occorrono zero alberi, 1.800 litri d’acqua, 2.700 kWh di energia elettrica. Per produrre 1 kg di alluminio occorrono Bauxite (minerale dal quale si ottiene l’alluminio) e 14/16 kWh di energia. Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato occorre solo 0.7/0.8 kWh di energia. Visto ? Con piccoli gesti avete contribuito a salvare alberi, a risparmiare acqua, a non inquinare ed a ridurre le immissioni in atmosfera. Per fare la raccolta differenziata occorre, naturalmente, il senso civico dei cittadini e delle istituzioni ed una reciproca collaborazione che si può costruire solo se i cittadini vengono informati dove vanno a finire i rifiuti che si sono impegnati a differenziare.
Analizziamo ora cosa avviene ad Ortona e cerchiamo di dare suggerimenti per una soluzione.
Come funziona la raccolta differenziata nella nostra città ? La raccolta viene effettuata da una società, pubblico/privata, chiamata Ortona Ambiente, gestita da persone nominate politicamente. Ho visitato il loro sito http://www.ortonaambiente.it/ per trovare informazioni sulla modalità di raccolta, ma, brutta sorpresa, il sito è aggiornato al 2005, non vi è nessun manuale sulla raccolta, oppure le informazione sono errate.
Primo suggerimento che possiamo dare al Comune e ad Ortona Ambiente è: aggiornare il sito, l’informazione è la base di una corretta e funzionale raccolta differenziata e siccome gli esempi modelli esistono e non ci dobbiamo inventare nulla, suggerisco di consultare il sito di Ancona Ambiente http://www.anconambiente.it/.
Il modello della raccolta differenziata è quello adottato da molte città, si eliminano i vecchi cassonetti dalle strade e si consegnano i bidoncini ai cittadini. Ma ad Ortona non è proprio così. Ai cittadini è stato consegnato un bidoncino per l’umido, ad alcuni di colore marrone ad altri giallo.
Da qui il secondo suggerimento che vogliamo dare ad Ortona Ambiente è quello che avviene in altre città, cioè consegnare un kit così composto: 1 bidoncino areato marrone per la raccolta dell’umido (areato perchè l’umido puzza se fatto marcire senza ossigeno) con dei sacchetti in carta o “mater b” in cui buttare l’umido (perchè non è corretto che l’umido venga buttato in sacchetti non biodegradabili), 1 bidoncino bianco per la carta, 1 bidoncino verde per il vetro e alluminio, e dei sacchi gialli per la plastica.
Vediamo ora cosa viene differenziato, leggendo l’opuscolo consegnato da Ortona Ambiente:
- Umido, 3 volte a settimana, nel bidoncino in dotazione, con l’umido da inserire in buste normali.
- Indifferenziato, 1 volta a settimana, in sacchi di plastica non in dotazione.
- Vetro, Alluminio, Banda stagnata, Plastica, 1 volta a settimana, in sacchi di plastica non in dotazione.
- Carta e cartaccia, 1 volta a settimana in sacchi di plastica non in dotazione.
- Ingombranti, prendere appuntamento chiamando il numero 085-9063429.
Nei suoi difetti sembra un normale piano di raccolta differenziata, ma leggendolo bene, 2 voci non mi sembrano corrette, confrontandole con altre città italiane.
Nell’umido viene richiesto di buttare anche pannolini, pannoloni ed assorbenti, cosa che in altre città viene vietato e considerato altamente inquinante.
Da qui il terzo suggerimento di buttare questi rifiuti nell’indifferenziata, anche se esistono soluzioni al problema ma alquanto complesse.
Nell’indifferenziata viene richiesto di buttare le buste del latte, dei succhi di frutta ed i vari tetrapack. Questi rifiuti ormai sono da considerare al 100% riciclabili non procurano costi aggiuntivi, anzi producono effetti opposti, occorre solo che l’assessorato all’ambiente chiami la Comieco (Consorzio Nazionale per il recupero degli imballaggi cellulosici).
Quindi quarto suggerimento, chiamare la Comieco per la raccolta dei Tetrapack e far buttare questi rifiuti nel contenitore della carta o plastica.
Passiamo ora a suggerimenti accessori, ma comunque importanti.
Le pile scariche sono un rifiuto altamente pericoloso, ed andrebbero depositate nei contenitori posizionati all’interno delle attività commerciali, ma suggerisco di posizionarli in luoghi ben visibili ed in numero maggiore.
I medicinali scaduti sono un rifiuto altamente tossico, andrebbero depositati nei contenitori posizionati presso le farmacie, ma sappiamo che le farmacie ad Ortona sono concentrate lungo un raggio di qualche centinaio di metri, quindi suggerisco di installare contenitori anche in luoghi densamente popolati.
Gli oli da cucina finiscono quasi sempre negli scarichi della cucina. In Italia vengono, ogni anno, immessi al consumo (direttamente come olio alimentare o perché presente in altri alimenti) 1.400.000.000 di chili (1.400.000 ton) di olio vegetale per un consumo medio pro capite di circa 25 Kg. annui (fonte Ministero della Sanità). Di questa quantità si stima un residuo non utilizzato pari a circa il 20%. Ci troviamo quindi di fronte ad oltre 280 milioni di chili (280 mila ton.) di olio vegetale usato, circa 5 Kg. a testa, che ogni anno “restituiamo” all’ambiente, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi “ricco” di sostanze inquinanti. Lo smaltimento di questa enorme quantità di residuo oleoso provoca inconvenienti anche laddove esistono impianti fognari adeguati, perchè può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori. Va ricordato, inoltre, che l’olio vegetale può essere riciclato per creare sapone e biodiesel. Si può suggerire di consegnare appositi flaconi da 3 litri che dovranno essere esposti se pieni, in un punto concordato per la raccolta 1 volta al mese. Oppure, ma non è proprio un suggerimento ambientalista, di raccogliere l’olio da cucina in una bottiglia di plastica e, quando piena, buttarla nella indifferenziata.

Le isole ecologiche, sono utilissime, ma anche potenziali mezzi per non permettere la raccolta differenziata. Sono luoghi preposti alla raccolta differenziata, in situazioni straordinarie. Esempio: in estate col caldo, si ha l’umido in casa e ci si deve assentare per una settimana. Dove butto l’umido se quel giorno non lo ritirano ? Nelle isole ecologiche. Ma queste isole devono essere anche posizionate in luoghi non nascosti e monitorati, perchè invogliano gli svogliati a buttarci di tutto. Suggerisco la creazione dell’isola ecologica dotata di un buon monitoraggio con telecamere o tramite controlli dei vigili urbani.
Il compostaggio domestico può essere effettuato dalle famiglie che dispongono di orto o giardino. Il compostaggio permettere di trasformare avanzi di cucina, erba, foglie e rami in ottimo terriccio. Basta una buca, un cumulo tradizionale, un composter in legno oppure fornirne uno in comodato. A coloro che eseguono il compostaggio il Comune può effettuare sconti sulla TARSU o TIA. Un ottimo metodo per invogliare a salvaguardare l’ambiente. Suggerisco di informare i cittadini sul compostaggio domestico.
La salvaguardia dell’ambiente non parte solo da una raccolta differenziata corretta ma anche da una produzione minore di rifiuti. Possiamo suggerire al Comune, ai commercianti ed ai cittadini alcune idee:
- Detersivi alla spina. Alcuni negozi si possono dotare di macchine per erogare detersivi in contenitori idonei come vecchie bottiglie di detersivo, damigianette in plastica, ecc…
- Latte alla spina. L’installazione di macchine per erogare latte fresco permette di ridurre il numero di contenitori tetrapack e di gustarsi un latte con ancora tutti fermenti intatti.
- Filtri per acqua. L’acqua che esce dai nostri rubinetti è ottima e potrebbe essere bevuta senza problemi. Per eliminare tracce di cloro e residui di tubazioni basta installare un piccolo filtro a carboni attivi e con una spesa annua di circa 70 euro si può risparmiare sull’acquisto di acqua in bottiglia con conseguente riduzione di rifiuti di plastica.
- Scuole e mense. Le mense, soprattutto quello delle scuole producono tanta plastica e rifiuti. Tutto ciò si può ridurre con la sostituzione dei piatti, dei bicchieri e delle posate in plastica con quelle in ceramica, vetro e metallo. Occorre che ogni mensa sia dotata di una lavastoviglie industriale. Se ogni mensa installasse anche un filtro per acqua, si ridurrebbero anche i rifiuti di plastica delle bottiglie.
Un suggerimento finale anche ai cittadini svogliati che giornalmente buttano i sacchi dell’immondizia lungo le strade periferiche. Ciò che fai non è solo per la tua salute, ma anche per il futuro dei tuoi figli, quindi armati di pazienza e con il sorriso sulle labbra fai la differenziata, perchè lo stai facendo per i tuoi figli. Potrebbe essere ingiusto colpevolizzare i cittadini che buttano i sacchi del “tal quale” per le strade, ma per tutte le colpe che possa avere il Comune nel non aver predisposto le isole ecologiche, è ingiusto sporcare ed inquinare il nostro paese. Per chi continua imperterrito ad inquinare buttando l’immondizia per strada suggerisco multe salate ed un aumento della TARSU o TIA.
E non finisce qui…
acebook



