Ripari di Giobbe: bene pubblico o privato ?
Scritto il 01/07/2009 da Luca Pantaleo in Ambiente, Politica
L’infinita vicenda della splendida spiaggia dei Ripari di Giobbe conosce, anche quest’anno, una nuova puntata. Tutti gli ortonesi conoscono la travagliata storia di questo magnifico tratto di mare, vera e propria perla della costa teatina e dell’intero Abruzzo, tanto da rappresentarlo, per lungo tempo, in maniera emblematica.
Da alcuni ormai numerose associazioni ecologiste e non denunciano il perdurante stato di degrado ambientale in cui i Ripari versano da tempo. Non c’è dubbio che le caratteristiche geomorfologiche di quel territorio siano particolarmente delicate; ma è altrettanto vero che quelle condizioni di fragilità sono state aggravate dall’assoluta incuria delle amministrazioni locali, nonché, come spesso avviene in Italia, da una non certo oculata pianificazione degli interventi edilizi. Il sospetto che l’antropizzazione abbia contribuito decisivamente al (quasi) definitivo dissesto della collina arenaria dei Ripari è tutt’altro che peregrino.
A coronamento di questo lento e graduale processo di disintegrazione di quello che fu un piccolo paradiso paesaggistico, vi è la “sdemanializzazione” della strada comunale dei Ripari di Giobbe. Dietro il termine burocratese si nasconde un’amara sorpresa per i frequentatori della nota spiaggia: infatti, sdemanializzare nello specifico vuol dire che il Comune rinuncia ad essere proprietario di quella strada, trasferendo la proprietà della stessa in capo ad un soggetto privato. Chi sia questo soggetto è presto detto: navigando sul sito del Comune di Ortona, che non brilla per praticità e trasparenza, si apprende della APPROVAZIONE ATTO DI CONVENZIONE TRA COMUNE DI ORTONA E LA SAS CAMPING “CALA PARADISO”.
In parole povere, il Consiglio comunale di Ortona avrebbe trasferito la proprietà di una strada comunale ad un soggetto privato attraverso una convenzione, con ciò consegnando nelle mani di quel privato la stessa spiaggia dei Ripari di Giobbe, essendo quella strada l’unica via d’accesso dalla terraferma. Ora, in primo luogo, guarda caso in quella pagina del sito del Comune non è possibile accedere ad alcun documento , né vi è traccia della convenzione. In secondo luogo, lo stesso termine convenzione è ambiguo, e dà adito a dubbi: perché si chiama convenzione e non “contratto”, se il trasferimento di proprietà può avvenire soltanto attraverso una compravendita? La scelta di tale forma lascerebbe pensare che il Comune di Ortona resta formalmente proprietario, ma consente al privato concessionario di esercitare un diritto esclusivo di godimento sul bene in via di fatto. Non è dato sapere se ciò avviene a titolo gratuito oppure a titolo oneroso: la SAS CAMPING CALA PARADISO paga un canone per questo? Si accolla i costi per la tutela ambientale ed idrogeologica del luogo? Oppure è un regalo, una forma di liberalità? Nel secondo caso sarebbe interessante capire perché il Comune abbia deciso di fare questo regalo proprio alla Cala Paradiso piuttosto che a un altro, magari al proprietario di una di quelle sontuose ville che insistono sulla collina dei Ripari.
Per l’utente della spiaggia tutto questo vuol dire una sola cosa, che è già accaduta al sottoscritto circa un mese fa: cioè a dire, per accedere alla spiaggia il proprietario del Camping gli chiederà un pedaggio, che nel mio caso era dell’importo di 5 € (per il mero passaggio!). Non solo: qualora l’utente decidesse di far valere le proprie ragioni, come ha fatto il sottoscritto, magari ricordando all’interessato che c’è una legge dello Stato (la L. 296/2006) che afferma l’esistenza di un “obbligo per i titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”, allora quell’utente si vedrà minacciato di essere picchiato e preso a bastonate, proprio come è successo al sottoscritto circa un mese fa.
Orbene, aldilà di questo ultimo aspetto, che assume rilievo penale e che infatti ho provveduto a denunciare alla magistratura, resta un dato di fatto avvilente. Non è bastato abbandonare i Ripari di Giobbe al degrado più totale, trasformandolo profondamente e rendendolo fragile come pasta frolla, più di quanto non lo fosse già per ragioni naturali. Adesso sembra anche che abbiano pensato bene di privatizzarlo e di renderlo definitivamente inaccessibile ai cittadini. Della serie: oltre il danno, la beffa.
[foto: Mario Paolini]
9 Commenti su “Ripari di Giobbe: bene pubblico o privato ?”
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roberta
lug 4th, 2009
Quanta ignoranza sull’argomento!La L.626/2006 riguarda i concessionari demaniali e non i proprietari!Tutti i terreni circostanti la baia ripari di giobbe sono privati perche venduti all’asta dalle ferrovie dello stato al camping che ne era affittuario (asta cui il comune per restituire il bene alla collettività avrebbe dovuto partecipare e non ha fatto). Il problema è che così, essendo la spiaggia accerchiata da terreni privati, non esiste un accesso pubblico alla stessa.Così per evitare malcontenti il titolare del camping ha proposto al comune un contratto di permuta a mio avviso molto vantaggioso: il camping aliena al comune un parcheggio e una stradina di accesso che porta alla baia senza attraversare il camping(quelle scalette molto ripide e piene di rovi che un tempo il camping metteva a disposizione degli esterni); in cambio il comune aliena al camping un tratto di strada comunale che passa dietro lo stesso costeggiando la scarpata (strada inutile perché franata e perché non porta alla spiaggia,semplicemente costeggia il colle ma che è di intralcio al camping perchè non gli consente il posizionamento di sbarra e reception).Come si evince il comune che dormiva mentre tutti i terreni venivano“rastrellati” isolando la spiaggia non ha molto da regalare al privato anzi ha tutto da chiedere e ahimè se tale proposta non andrà in porto il villaggio avrà una spiaggia di fatto privata e nella più ideale delle ipotesi noi tutti potremmo solo guardarla da lontano, cioè dall’alto della chiacchierata stradina sul colle che si insiste a non voler cedere nell’illusione di poterla un giorno ripristinare.Ma siamo concreti: ammesso che un giorno il comune trovi i soldi per ripristinarla(cosa utopistica), non è meglio stare in spiaggia che accontentarsi di vederla da lontano?
Da una che sa qualcosa
Luca Pantaleo
lug 4th, 2009
Beata te che sai qualcosa, perché io ho provato a raccogliere informazioni in comune ed ho incontrato solo reticenze e malumori. Né il sito fornisce spiegazioni maggiori, come si può verificare cliccando sul link indicato.
Francamente non capisco quale sia il vantaggio, poiché le scalette da te citate sono completamente inutilizzabili. Allo stato attuale non è possibile accedere alla baia in nessun modo, la strada che passa nel campeggio non si può attraversare perché il campeggio ha deciso di chiuderla, o meglio di imporre un pedaggio per il passaggio. Ha anche deciso di piazzare dei facinorosi all’ingresso che eventualmente ricorrono a minacce del tipo di quelle che ho riferito nell’articolo.
Quando il tizio verrà condannato per minacce e violenza privata ne riparliamo.
Inoltre, la legge di cui sopra, seppur pensata pe i concessionari, esprime chiaramente un principio di civiltà, che è il libero accesso al mare. Chiamala servitù di passaggio o come ti pare, ma se i terreni privati circondano un bene demaniale il passaggio deve essere garantito.
Antonio Imperi
lug 8th, 2009
Ma siamo sicuri che il Comune non era a conoscenza della vendita all’asta da parte delle FS ?
“Vox populi vox dei” dice il vecchio detto.
roberta
lug 11th, 2009
Forse non mi sono spiegata bene. Se il comune accetta questa proposta la stradina laterale viene ripristinata e messa in piena sicurezza dal camping che in più metterà a disposizione un parcheggio vicino alle scalette gratuito.Conta che anche il campeggio ha interesse a che la gente acceda alla spiaggia. Si crea più movimento anche al bar.Su questo non c’è dubbio. Anch’io mi sono trovata a discutere con il titolare di questa questione perchè volevo saperne di più e mi ha spiegato con molta chiarezza la situazione. Tutte cose di cui ho poi avuto conferma.C’è un sacco di male informazione..
Luca Pantaleo
lug 13th, 2009
Ho capito benissimo. Il Comune aliena una strada esistente e percorribile in cambio di un parcheggio da realizzare ed una stradina da ripristinare. Un vero affare, non c’è che dire.
Mi ricorda quei casi di project financing tanto di moda in cui gli enti pubblici cedono terreni ai costruttori per realizzare appartamenti e villette in cambio dell’impegno dei costruttori medesimi a realizzare parchi pubblici e servizi per i cittadini. Ovviamente poi vengono realizzati solo gli appartamenti.
roberta
lug 14th, 2009
Non so se fai finta di non capire o sono io che non mi spiego bene. La strada che il comune deve alienare non esiste più (non è quella che passa in mezzo al campeggio ed arriva fino al mare!)Quella che il comune dovrebbe alienare c’è solo sulla carta giacchè nel primo tratto è piena di rovi (cosa rimediabile)e in quello intermedio è franata 3 anni fa sul piano del campeggio sottostante e precipita nel vuoto.Quindi è irripristinabile. Ci vorrebbe un ponte. Figurati se il comune con tutte le cose prioritarie che ci sono da fare si mette a spendere miliardi per un’impresa simile…E poi per che cosa? Per fare vedere il paesaggio agli ortonesi.Cmq fate come credete,io ci vado cmq al mare lì (ho fatto il pass..)Però fossi nella vostra associazione mi batterei per far riaprire quelle scalette.
carlo
ago 2nd, 2009
Io ci sono capitato oggi.Avevo solo sentito parlare di questo bel posto.. ed oggi mi sono deciso ad andarci, sul tardi, verso le 17. Non ci ero mai stato prima. Sono passato a piedi, senza curarmi dei cartelli visto che dovevo raggiungere una spiaggia pubblica.. e sono stato immediatamente fermato ed invitato o ad arrivare con l’auto (5€) o ad andarmene! Ho (stupidamente) ceduto al ricatto ma non ci tornero’ mai più e lo sconsigliero’ a chiunque conosco visto che chi lo gestisce (o è dipendente) è decisamente scortese! E pensare che mi sarei voluto fermare li per la serata a cena.. se fosse stato stato possibile, ma non ho nemmeno + chiesto!! altro che 5E.. gli avrei lasciato! Se questa è la concezione che si ha del turismo in abruzzo, abbiamo ancora tanta troppa strada da fare… -senza parlare delle leggi citate!.
Un saluto.
fabrizia
ago 30th, 2009
Stiamo parlando di una riserva naturale, il cui mezzo per poterne fruire per farne uno straordinario percorso vita e non solo, è la strada comunale Ripari Di Giobbe. Certo è, che negli ultimi decenni Ortona ha visto una pervicace furia devastatrice accanirsi sul territorio, una pianificazione schizzofrenica del ” ndo’ coio coio ” che di fatto ostacola oggi in piena crisi economica, frutto di questo “sviluppo acefalo e senza futuro ” la possibilità di diversificare le possibilità di lavoro.
Ma torniamo alla strada il cui uso è impedito da cause naturali dall’incuria e dalla avidità di pochi, e alla spiaggia che ha tre stradine di accesso accatastate che fungono da servitù alla suddetta strada; non entro per brevità nella vasta bibliografia di diritti e doveri leggi e quant’altro che di fatto sanciscono conquiste inalienabili-poco di moda-, ma chiedo :
a voi questa storia vi sembra normale? vi sembra normale che uno dei luoghi + belli della costa teatina debba svanire dentro interminabili querelle tra associazioni singoli cittadini imprenditori, sino a chi resiste di più, nella assenza di chi dovrebbe per mandato per competenze ecc. garantire un bene collettivo?
Non significa niente che li ci sia un riconoscimento ambitissimo per chi fa turismo oggi : Riserva Naturale Regionale…
Al71
mar 4th, 2010
sono anni che vado al campeggio e lo trovo sempre più degradato vuoi per la frana (?), vuoi per incuria, vuoi soprattutto per ignoranza (questa è la peggiore cosa).
un tempo ripari era un’isola felice, verde, rigogliosa, profumata.
oggi è invasa dal fango, il bel verde non esiste quasi più.
che cosa è successo !!!!
un vero peccato, una zona così bella completamente degradata tutto per l’ignoranza e soprattutto per il dio denaro!!!!!