Ripari di Giobbe 2
Scritto il 28/08/2009 da Luca Pantaleo in Ambiente, Politica
Mentre l’estate si prepara a lasciarci con i suoi ultimi (si spera) giorni di canicola, ritorno per un attimo ancora sulla questione della spiaggia dei Ripari di Giobbe, con la certezza, peraltro, che non sarà l’ultimo intervento al riguardo. Lo faccio non per cavalcare l’onda della polemica, visto che dell’argomento si discute da anni; ma per fare il punto della situazione alla luce degli avvenimenti della stagione, che rispetto a quelle passate è stata, da questo punto di vista, estremamente feconda.
Inizio con una breve sintesi della vicenda, a beneficio di coloro che non l’abbiano seguita sin dall’inizio. La spiaggia dei Ripari di Giobbe, situata nella parte settentrionale della costa ortonese, (tra il Castello e Lido Riccio per intenderci), è posizionata all’interno di una piccola baia delimitata dalla collina arenaria tipica della zona, la cui raggiungibilità è estremamente difficile a causa dei continui smottamenti cui l’area è sottoposta ormai da anni. Causa delle ripetute frane sono senz’altro fattori naturali, ma anche e soprattutto la solita azione devastante dell’uomo, con la sua edilizia senza scrupoli e le sue opere pubbliche (basti pensare che sotto quella collina così fragile passa la galleria ferroviaria della linea adriatica). Complici di tutto ciò le varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni: è da tempo immemore, infatti, che non si registra un intervento dei pubblici poteri per la spiaggia dei Ripari. Come confessa lo stesso ex vice Sindaco Remo Di Martino (ora Assessore provinciale al turismo) sul suo blog, la strada litoranea “non c’è più, è franata. Da quando questo è accaduto non so dire ma saranno almeno trenta anni” . Dunque, dal blog di uno dei più importanti personaggi della politica ortonese e non solo troviamo conferma del fatto che, negli ultimi trent’anni circa, nulla o quasi è stato fatto per quel luogo sventurato.
Uno dei più avvilenti problemi legati alla meravigliosa spiaggia riguarda l’accesso al mare: a scanso di equivoci, infatti, ricordo che l’accesso è libero per legge e che il mare è un bene pubblico e inappropriabile. Il punto è che i terreni circostanti la baia sono quasi interamente di proprietà privata (dico “quasi” perché non dispongo delle relative mappe catastali, ma la sostanza del problema non muta), per cui, una volta franata la scalinata comunale, l’unica via rimasta utile al bagnante è quella che passa all’interno del campeggio, il famoso “Cala Paradiso”. Il gestore ha sempre vissuto con malessere l’idea di dover consentire il passaggio (gratuito) di utenti che non fossero anche clienti del campeggio, ragion per cui a fasi alterne ha avanzato pretese più o meno accettabili: a titolo di esempio, mi risulta (ma potrei sbagliare: si accettano precisazioni) che l’anno scorso chiedeva la corresponsione di una tariffa per l’utilizzo del parcheggio, mentre quest’anno, com’è noto, persino il passaggio a piedi per la strada che accede al mare è stato sottoposto a pedaggio, nella misura di 5 €. In questo modo, è evidente che non si può parlare più di libero accesso al mare: al contrario, si rende di fatto privata una spiaggia che al contrario è patrimonio della collettività (tanto più da quando la Regione Abruzzo, nel 2007, ha deciso di istituirvi una Riserva naturale).
Detto questo, veniamo agli sviluppi delle ultime settimane. Dopo la disavventura vissuta dal sottoscritto, per la spiaggia di Ripari di Giobbe:
b) è sorto un comitato spontaneo che ha organizzato, tra l’altro, una raccolta firme (va detto però che nel comitato compaiono personaggi legati all’amministrazione, che non è certo senza colpe);
c) sono stati effettuati accertamenti da parte della Capitaneria di Porto;
d) la Procura della Repubblica di Chieti ha aperto un’inchiesta al fine di accertare eventuali responsabilità per l’inaccettabile situazione attuale.
Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per affermare che siamo di fronte all’ennesimo capitolo di una saga che da troppi anni affligge gli abruzzesi che vorrebbero usufruire serenamente di un tratto di costa bellissimo (forse il più bello d’Abruzzo). Aspettiamo fiduciosi un intervento deciso e risolutivo dell’amministrazione comunale, che per il momento è latitante. Ma, d’altronde, ultimamente pare che la giunta Fratino voglia imitare la collina arenaria dei Ripari di Giobbe.
2 Commenti su “Ripari di Giobbe 2”
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alex
ago 29th, 2009
Caro sindaco e cari “politici” locali scusate…..ma il comune andrebbe in rovina se ricostruisce la scalinata?
roberta
set 24th, 2009
Il punto è che la scalinata, anche volendo, il comune non può ricostruirla se prima non la compra o la espropria, visto che anche quella è di proprietà del camping.